Un tuffo nella storia 1944 - 2006

2° Museo vivo a cielo aperto.

15/17 Settembre 2006


Mai come quest'anno il titolo portava in se una grande verità! Penso che per le prossime edizioni la parola "Tuffo" sarebbe meglio eliminarla visto come si è svolta la scorsa edizione e questa ancora peggio. Intendiamoci! Parlo solo delle più che avverse condizioni meteo mentre l'organizzazione è stata come al solito impeccabile!

Ma veniamo alla crono storia di questa "nuotata"! Per alcuni di noi (Marco e Roberto) la manifestazione è cominciata con un giorno di anticipo (il Venerdì) per poter preparare meglio e con più calma le postazioni. Se devo dire la verità tutto faceva prevedere una manifestazione all'insegna del bel tempo. Infatti nel primo pomeriggio abbiamo cominciato a scavare le fox holes sotto un cielo terso ed un sole degno di una giornata di agosto. A torso nudo in compagnia del buon Corso abbiamo fatto il grosso del lavoro per le nostre postazioni in un pomeriggio davvero estivo. La giornata si è conclusa con uno splendido tramonto che ci faceva ben sperare.

Il mattino seguente, di buon ora, ci siamo recati alle postazioni per continuare il lavoro. Il tempo non dava ancora segni evidenti di cedimento tranne che per qualche nuvoletta di poco conto. Intanto i partecipanti cominciavano ad arrivare ed anche quelli del nostro gruppo si presentavano poco a poco. Tante strette di mano ritrovandosi con amici conosciuti nella scorsa edizione. Nel frattempo abbiamo cominciato a fare le iscrizioni. Con le buche pronte abbiamo cominciato a scaricare il furgone di tutto il materiale per l'ornamento delle stesse. La mitragliatrice da .30, il mortaio da 60mm, le radio, i teli tenda, il cerca mine e tutti gli accessori da installare dentro e intorno alle buche. Era veramente tanta roba! Intanto, era ormai metà mattina, il cielo cominciava a coprirsi e qualche presentimento cominciava a farsi sentire. Da li a poco è cominciato a scendere qualche goccia, roba di poco conto, che per il momento non ci preoccupava più di tanto. Abbiamo continuato i nostri allestimenti fino a quando le poche gocce si sono trasformate in una pioggerella che cominciava a bagnare. Quindi fuori il poncio! Visto che la pioggia non accennava a diminuire decidiamo di radunare tutti i materiali in un unico posto per poi coprirli con un grande nylon. La situazione non accennava a migliorare anzi la pioggia cominciava ad intensificarsi. Era ormai quasi mezzogiorno e dopo una ventina di minuti di attesa decidiamo di ricaricare il materiale sul furgone. Ed è proprio in questo momento che si è scatenato un quarto d'ora di inferno! E' cominciato a scendere un diluvio che ci bagnava nonostante il poncio. Unico sistema è stato di accucciarci tenendo la testa chinata ed aspettare che quel diluvio cessasse. Quel quarto d'ora sembrava interminabile. Poi la pioggia è quasi cessata lasciando rivoli d'acqua lungo il pendio. Abbiamo avuto il tempo di ricaricare tutto il materiale sul furgone prima che riprendesse a piovere anche se con poca intensità. Siamo rientrati ai nostri alloggi ed abbiamo steso tutto il nostro fradicio abbigliamento. I locali sembravano una lavanderia. Dopo una doccia ristoratrice ci siamo rilassati sulle nostre brande sicuri che la manifestazione era ormai perduta. Inaspettatamente la pioggia è praticamente cessata lasciando comunque un celo plumbeo e da li a poco una telefonata di Filippo ci ha rimessi tutti in riga. Infatti ci ha comunicato che temerariamente il pubblico cominciava ad arrivare e necessitava fare presenza per quel che si poteva. La sensazione più brutta è stata il rimettersi le divise bagnate e irrigidite dalla pioggia. Ma si sa, noi siamo GI's e quindi.... Un gruppetto di noi, non contento del disagio delle divise bagnate, ha deciso di arrivare in zona di operazione a piedi attraversando le due colline che ci dividevano dai nostri alloggi. E' stata una sfacchinata ma ci siamo anche divertiti. Giunti in vetta ci siamo trovati su un terreno reso estremamente scivoloso dal fango. Qualcuno ne ha fatto le spese (Io) sdraiandosi sulla schiena con relativo imbrattamento. Per un paio d'ore il tempo ha tenuto ma al ritorno della pioggia decidiamo di rientrare. Da questo momento non ha più smesso di piovere fino a notte inoltrata.

La Domenica mattina ci siamo alzati sempre con cielo coperto ma senza pioggia. La telefonata di Filippo ci comunicava che la manifestazione era ormai compromessa. Decidiamo di preparare la nostra roba e di sgomberare i locali che ci hanno accolto in questi giorni per pernottare. E' rimasto un ultimo lavoro da fare. Dobbiamo andare a svuotare i sacchi di juta posizionati intorno alle postazioni per poterli recuperare. Tornati sul campo di battaglia abbiamo riscontrato come le nostre buche si fossero trasformate in piscine, per bambini, ma piscine! Su una profondità di almeno un metro, per metà erano piene d'acqua. Espletata la pratica "svuotamento sacchi" eravamo ormai decisi a partire per guadagnare tempo sul lungo percorso del ritorno a casa. Ma la simpatica insistenza di Filippo ci ha fatti fermare per l'ultimo pranzo assieme previsto dal programma della manifestazione.

Chiaramente il resoconto della manifestazione si potrebbe dire fallimentare ma per noi non è stato così. Sono stati due giorni all'insegna dell'amicizia con tutti i partecipanti, una occasione di aggregazione di persone che condividono le stesse passioni. Ed anche per questo ringraziamo Filippo, organizzatore di eventi che radunano tanti partecipanti da tutta Italia e non solo.

Speriamo per la prossima edizione che il "Tuffo" sia a secco! Arrivederci nel 2007!

Roberto al secolo "Gesticola" per il Gruppo Clemente - Sanremo


Venerdì


Sabato


Domenica

Foto by Myke Reano

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