IL GIORNO IN CUI CANNES è STATA LIBERATA
Ascoltiamo le parole di Bruno, 16 anni, primo premio al concorso della Resistenza
"testimoniare è vitale".
Ci sono le lacrime negli occhi di Jean François Tonner quando ha evocato suo zio,
Francis, ucciso con Henri Bergia, da una granata, qualche ora prima della liberazione di
Cannes.
Ancora uno sguardo. Quello di Marius Mascarello. Nel suo cuore e nel suo corpo, il ricordo
di questa notte che ha tolto la vita ai suoi compagni: "Io sono sopravvissuto... Ci ho messo due anni a rimettermi
psicologicamente... Ma sono sopravvissuto." poi ci ha confidato che il deputato sindaco di Cannes, Bernard Brochand, gli ha consegnato la medaglia d'oro della
città.
E poi ci sono i campi americani, ricostruiti agli Hesperides, La sfilata dei veicoli
americani d'epoca sulla Croisette e sulla Rue d'Antibes. E la folla, sui marciapiedi, che applaudiva di cuore.
Cannes, ieri, ha rivissuto la sua liberazione. Interamente: nella sua pena e nella sua
allegria. Inoltre ha ricordato i sacrifici che questo mese d'agosto del 1944 ha segnato ed ha reso omaggio al coraggio della resistenza davanti
al monumento ai Caduti.
Inoltre ha ricordato la gioia di vedere gli americani entrare nella città e liberarla
dalla tirannia nazista. Un istante magnifico che ha provocato la pelle d'oca a tutti. Anche a chi non era ancora nato 58 anni fa. Tutti, ieri,
eletti, militari, rappresentanti delle autorità, reduci della resistenza, deportati della Seconda Guerra Mondiale, associazioni patriottiche e
porta bandiere, vedove di guerra, la fanfara della Speranza, e tutti coloro che hanno raggiunto la Bocca al mattino, e il centro città il
pomeriggio, hanno ribadito che "testimoniare è vitale":
che raccontare ai bambini è indispensabile. Il tutto per fare in modo che ciò che è stato non possa mai
più accadere.
Immagine prec.