A R D E N N E    2 0 0 4

 

 

Forse l’ultima mia avventura come protagonista diretto, infatti i settantaquattro anni ormai bussano rumorosamente alla porta.

 

Avevo premesso ai miei affezionati collaboratori : “Il sessantennale del 2004 deve essere commemorato con tutti i crismi necessari perciò fiato alle trombe e prepariamoci alle operazioni; le nostre tappe saranno Normandia, Provenza (o Cannes o Cavalair), Montalto Ligure (ove ero testimone dei

Fatti), Sospel, ed a coronamento Ardenne.

 

Per un gruppo numeroso come il nostro confesso che un programma così denso di date presentava difficoltà non indifferenti.

 

Non erano le problematiche meccaniche quelle che ci preoccupavano perché con un cast di tecnici come quello di cui disponeva l’M.V.C.G. avremmo potuto affrontare programmi assai più gravosi.

 

Erano i vari componenti del gruppo che, assillati a volte più che da effettive difficoltà dalla ottusa incomprensione di parentadi vicini e lontani, disertano manifestazioni di primaria importanza.

 

Siamo un gruppo di ricostituzione, pertanto la nostra efficienza è basata soprattutto sul numero, e sulle relative mansioni che ogni componente della compagine deve svolgere.

 

Come se la caverebbe il direttore della Banda dei Carabinieri o dei Metropolitani di Roma se ad ogni uscita mancassero all’appello o la Gran cassa, o la Prima cornetta, o il Bombardino, o addirittura il Tambur Maggiore (il mazziere)?

 

Ebbene, può sembrare un paradosso ma, nel nostro caso, l’esempio riportato calza a meraviglia, e solo la pazienza e la costanza dei Fissi ha sopperito, con indiscussa fatica, alla incostanza dei Labili.

 

L’accresciuta importanza del Gruppo richiede infatti sempre maggiore assiduità di presenze, perfezione di uniformi, e sopratutto dimestichezza nei movimenti in ordine chiuso.

 

Ripeto, il nostro parco mezzi, per la sua importanza e stato di conservazione, non ha mai rappresentato un vero problema, se si prescinde dagli ormai proibitivi costi di carburanti ed autostrade.

 

Ma questo ultimo ostacolo oramai  lo abbiamo superato grazie alla buona nomea che il gruppo ha sia in Italia che all'Estero e quindi fa in modo che si possa usufruire di contributi sia per i trasporti che per la benzina.

 

Abbiamo fedelmente assolto a tutti gli impegni del 2004 con nostra ed altrui soddisfazione e siamo giunti al fatidico mese di dicembre quando appunto, nei giorni 17,18 e 19, in Belgio, veniva commemorata la nota battaglia delle Ardenne.

 

Nel 1999 avevamo partecipato alla rievocazione di Bastogne splendidamente organizzata dal Club Belga

INDIAN HAED che, vista la nostra ordinata e numerosa partecipazione, ci avevano caldamente rinnovato il quinquennale invito.

 

Questo Club Belga assai più di  altri mira alla perfetta ricostituzione storica, infatti nei loro convogli  non esiste il partecipante con l’impermeabile giallo, la bella signora i pantaloni verdi e degli stivali all’ultima moda e tanto meno il collezionista in jeans.

 

Questa tenace ricerca dell’immagine storica per il nostro gruppo è sempre stata una bandiera, per cui il gemellaggio con l’INDIAN HAED non era una difficoltà ma uno stimolo.

 

Da troppi  anni abbiamo inseguito questi obbiettivi, mai compresi dalla massa ed assai spesso boicottati e criticati soprattutto in patria.

 

Perciò abbiamo subito cercato di portare l’immagine del nostro plotone a quella dell’epoca:  tutti col pastrano, avanti con i passamontagna, via con i guanti e soprattutto ogni partecipante con ai piedi i rangers che in quel preciso periodo storico iniziavano a sostituire i leggins peculiari delle precedenti operazioni statunitensi.

 

Purtroppo nel febbraio 2003 avevamo subito la irrimediabile perdita del caro Marco Genero, che oltre ad arrecarci un profondo e sentito dolore, ci privava della sua immancabile collaborazione, nel trasporto dei nostri blindati.

 

L’INDIAN HAED, consapevole della grave difficoltà per il trasporto di mezzi pesanti a cosi grande distanza, metteva a nostra disposizione un Dodge WC 63 (al secolo gippone a tre assi ), a cui avremmo aggiunto due Willis MB, di cui una con piantana e complesso da 0,50. e l'altra con impianto radio che avremmo trasferito in Belgio, su rimorchi agganciati alle nostre vetture.

 

Con un viaggio di 13 ore circa, la sera del 16 dicembre, da Sanremo, raggiungemmo  BORZEE dove ci attendevano camere a quattro letti in un caldo ed organizzato Albergo.

 

Trovavamo ad attenderci, provenienti da Torino, Massimo, Alessandra e Lorenzo Giustetto una simpatica famiglia che da oltre un anno si è aggregata al nostro gruppo, amalgamandosi in maniera che oserei definire perfetta.

 

Con noi Sanremesi (io, Renato Lorenzo e Davide Vesco) viaggiavano a bordo del loro Fiat Scudo Piero Jocer, l’immancabile nostro Fotoreporter Mario Reano e sua figlia Erika, e su altra vettura Loris Baudoino e Vittorio Montaldi (il mitico Borracion).

 

Entro la serata ci raggiungevano regolarmente il gruppo di Milano con Davide Mancini e Luigi Beltrami. 

 

Da Sanremo Marco Greggio e Francesco Barucchi si aggregavano a  Jean Pier Manfredi che li aspettava ad Alba.

 

In totale 17 partecipanti, non male come numero, soprattutto alla luce del particolare che le operazioni vere e proprie avrebbero avuto inizio il giorno successivo, venerdi 17.

 

Meno male che l’M.V.C.G. Sanremo non è particolarmente superstizioso!

 

Scambio di saluti, i soliti convenevoli poi tutti giù a consumare una ottima cena, altri scambi di vedute e quindi di corsa nei caldi giacigli per un giusto riposo e recupero di energie per le operazioni che ci attendevano nei tre giorni successivi.

 

17 dicembre

 

Il convoglio al completo si trasferisce nella città di LA ROCHE EN ARDENNES , alla presenza di un folto gruppo di veterani statunitensi; ha qui luogo la inaugurazione di un monumento ove troneggia un carro Scherman appena restaurato.

 

Il nostro gruppo, anche in onore della sua consistenza ed uniformità viene collocato alla testa di tutti i collezionisti partecipanti che, inquadrati a piedi, raggiungono la piazza dove ha luogo la cerimonia.

 

Piove abbondantemente e l’acqua fastidiosamente inzuppa i nostri pastrani, ma, meraviglia del materiale statunitense, non passa il tessuto, lasciando l’interno perfettamente asciutto.

 

Dopo la cerimonia la riunione continua al coperto, in una tensostruttura riscaldata ove veniamo festeggiati dalle autorità locali e dai reduci presenti.

 

Alle 19 circa rientriamo a Borzee e dopo la cena si partecipa al briefing per i giorni successivi

 

Ed ecco che, puntualmente come nel passato 1999, comincia a  cadere abbondantemente la neve, particolare che contribuisce considerevolmente alla ricostruzione della lontana atmosfera del 1944.

 

In questa occasione ci viene comunicato che a causa del nutrito numero dei veicoli partecipanti il convoglio veniva diviso in tre gruppi e noi eravamo assegnati a quello Rosso.

 

Una cosa che ci ha profondamente inorgoglito è stata la presenza della bandiera italiana che campeggiava sulla parete di fondo della sala dove si svolgeva il briefing, unitamente a quelle degli eserciti alleati e ciò ha confermato il rispetto che l’INDIAN HAED porta al nostro gruppo.

 

Quasi mai i partecipanti italiani, in ricostituzioni di avvenimenti del secondo conflitto mondiale hanno ottenuto, oltralpe, questo rispettoso riconoscimento.

 

18 dicembre

 

Il convoglio Rosso (il nostro) dopo il dovuto percorso raggiunge l’abitato di HAUMONT dove trova ad attenderlo un plotone d’onore dell’esercito belga, una rappresentanza di ufficiali statunitensi (attuali) ed il Sindaco di Saint Mare Elise, per il gemellaggio tra due città.

 

Il nostro plotone viene immediatamente schierato a fianco di quello belga e per tutta la cerimonia

resteremo costi, in armi, a rendere i dovuti onori alle autorità che si succedono sul palco.

 

Su richiesta delle autorità organizzative e locali, i nostri veicoli sono posti alla testa del convoglio immediatamente dietro a quelli che trasportano il picchetto di militari belgi per essere immediatamente disponibili alle successive cerimonie, che avranno luogo a PINSAMONT,TILLET;TONNY ed infine NASSOGNE.

 

Sempre su strada innevata, preceduti dai dovuti semicingolati e blindati, rientriamo a BORZEE

 

La serata è riservata alla cena sociale seguita da festa danzante, con consegna di ricordi e menzioni dei gruppi partecipanti.

 

19 dicembre

 

Giornata conclusiva della nostra avventura nelle Ardenne, durante la quale abbiamo l’occasione di ricostruire rispettosamente quanto si svolse tragicamente sessanta anni prima.

 

Le nostre colonne erano scortate da numerosi MP su Jepp che provvedevano a presidiare i crocevia indicando gli itinerari ai conducenti dei veicoli del convoglio.

 

All’ingresso dell’abitato di BERTOGNE un errore plateale di un MP provoca il dirottamento, in una strada senza sbocco, di un gruppo di Jepp tra cui le nostre due.

 

Immediata la reazione, dietro front, raggiungiamo gli MP, li fisso in volto con duro cipiglio e chiedo loro perentoriamente chi aveva vinto il campionato…che cosa era la lega del Texas….con chi si era messa Betty Grebol .

 

Ovviamente l’episodio si è risolto in sonore risate da entrambe le parti.

 

Abbiamo quindi raggiunto GIVES dove ci attendeva cerimonia e pasto in tensostruttura riscaldata, quindi di nuovo in strada, direzione HOUFFALIZE.

 

Lungo la strada abbiamo assistito ad un spettacolo deprimente, assolutamente in contrasto con lo spirito che aveva animato la nostra trasferta in Belgio e le direttive imposte dall’INDIAN HAED.

 

Abbiamo infatti visto le nostre MP, ad un crocevia, che indirizzavano la nostra colonna in una direzione, mentre altro convoglio, assai numeroso, ci veniva incontro.

 

Si trattava di splendidi mezzi, perfettamente restaurati e mantenuti, ove erano presenti dalla berlina Cadillac al semicingolato con torretta Maxon ma, orribile a vedersi, gli equipaggi erano abbigliati nella maniera meno consona.

 

Abbiamo visto impermeabili gialli, giacche marroni, giubbetti di pelle firmati da Valentino, jeans, cappelli di ogni foggia e provenienza tranne quella statunitense o inglese, abbiamo anche ravvisato la presenza di una elegante pelliccia di visone!

 

Era un classico raduno di mezzi d’epoca che però aveva la pretesa di sentirsi commemorativo.

 

Poveri veicoli avrebbero meritato ben altri equipaggi!

 

Raggiunta HOUFFALIZE abbiamo trovato ad accoglierci, nella sua compostezza, il Pantera tedesco ormai monumento che, affiancato da altri veicoli, costituisce la caratteristica di questa città.

 

Assai triste il rientro serale a BORZEE, che segnava la fine della bella avventura in una leggendaria località che, per ragioni anagrafiche, io forse non avrei più visto.

 

Le Ardenne mi salutavano con i loro tratti pianeggianti coperti di neve, intervallati da fitti boschi di alberi ad altissimo fusto.

 

Il Natale era imminente per cui lungo la strada le casette tipiche, erano tutte addobbate con luminarie e simpaticissimi babbi natale che sembrava  mi ringraziassero della visita e mi invitassero a ritornare.

 

Chissà…con gli anni ho imparato a non ipotecare quanto il futuro ci riserva ancora, ed a non porre limiti…chissà!

 

Il giorno successivo ero ormai sulla via del ritorno, con i miei affezionatissimi amici, con i quali avevo avuto il piacere di vivere questi altri giorni felici 

 

                                                                           Sergio Clemente


Ardenne Reenact 1944 Vai all'album