OTTOBRE 2007  COL DE BRAUS

517° PIR

Due giorni di fotoricostruzione con gli amici Francesi

 

Questo che segue e' il resoconto fotografico di due giorni passati in montagna con gli amici francesi sulla Tete du Pin ricostruendo le vecchie postazioni ormai distrutte dal tempo, per poterle utilizzare durante  la notte.     Che dire, e' stata un'esperienza di vita estremamente positiva, vivere per due giorni utilizzando solo attrezzature e vestiario dell'epoca condividendo con gli amici l'umidità e il freddo a 1200/1300 Mt. di quota in una buca coperta da alcuni teli tenda ci fa capire in che condizioni vivevano in questi luoghi gli alleati durante la guerra.

Ma ora un po' di storia:

L'importanza del controllo del colle del Braus non era sfuggita al Comando tedesco: questa località era stata dal 15 agosto il luogo di passaggio obbligato per le truppe della 90 Panzer Grenadier e delle truppe in ritirata della 148 divisione. Gli americani incontrarono le prime forti resistenze dopo  i lanci del 15 agosto, nel settore compreso tra i colli di Castillon e del Braus.

Il 2 settembre , il 3° reggimento della FSSF si impadronì una prima volta della Testa e della Cresta della Lavina, inquadranti il colle del Braus, posizioni dominanti Sospel, facendo 5 prigionieri. Il 2 e 3 settembre, Sospel fu bombardata per la prima volta dagli americani che sapevano essere il villaggio la sede del comando della 148 divisione tedesca.

Il 3 settembre, contemporaneamente al diluvio di acciaio che si abbatteva sull'abitato di Sospel, pattuglie americane raggiunsero il colle del Braus, segnalandolo come sgombro da occupazione.

Nelle stesse ore i reparti della 148 divisione di fanteria tedesca terminavano il loro ripiegamento sotto la pressione alleata, sistemandosi su quella che per oltre un mese doveva diventare la linea di resistenza definitiva.

I dintorni del colle del Braus erano difesi dal monte Farguet e dal monte Meras dagli uomini dell'8 reggimento germanico.

La FSSF attaccò il 5 settembre, cogliendo gli avversari nel pieno della loro fase di assestamento, motivo per cui vi furono perdite e prigionieri da parte tedesca. Le posizioni furono comunque rapidamente riprese e riorganizzate dai tedeschi.

E' in questi frangenti che il comando tedesco decide di non difendere il Braus stesso ma le alture circostanti, ossia la cima del Ventabren a nord e la Testa di Lavina a sud; da questa località, verso sud, lungo la cresta dal Farguet al Meras i combattimenti si svilupparono ad intermittenza, senza sosta.

Il motivo predominante per cui agli attacchi americani corrisposero contrattacchi tedeschi condotti con durezza e determinazione, risiede nella volontà di parte germanica di impedire al nemico di attestarsi in modo sicuro su osservatori dominanti le loro posizioni e le loro vie di comunicazione nella conca della Bevera.

Sola via di rifornimento per gli americani, sino ad allora, era e restò la strada che risaliva al Braus da l'Escarène, continuamente sottoposta al tiro delle artiglierie avversarie posizionate nei dintorni del Barbonnet e all'Agaisen.

Il 4 settembre le prime truppe del 517 reggimento paracadutisti americano presero posizione nel settore centrale, impadronendosi senza opposizione del colle de l'Orme, a nord di Luceram e iniziarono a bombardare il villaggio di Moulinet dove i tedeschi avevano installato alcuni pezzi d'artiglieria sulla piazza del paese. Il 5 settembre i parà statunitensi della compagnia D del 2 battaglione del 517 reggimento lanciarono un primo assalto sulle posizioni del colle del Braus.

Fu un fallimento: non riuscirono ad avvicinarsi al passo che il 7 settembre, avanzando lentamente su un terreno molto difficile. E la situazione non migliorò da quel momento in poi, avendo perso la protezione del declivio che li riparava dall'artiglieria avversaria. Inoltre le posizioni raggiunte erano costantemente minacciate dalla dominante Testa di Lavina, tenuta solidamente dalle truppe della 148 divisione germanica. Nulla parve poter sloggiare i tedeschi dalle posizioni possedute, e gli stessi tiri effettuati dalla marina risultarono inefficaci.

Il 9 settembre, all'alba, dopo preparazione d'artiglieria, reparti della 148 ID contrattaccarono e ripresero la posizione del Braus. La compagnia G del 2 battaglione del 517 PIR fu costretta ad indietreggiare sulle posizioni tenute giorni addietro. Il 10, la stessa compagnia G e la H ripartirono all'assalto dopo violenta preparazione d'artiglieria: la cima del Ventabren fu occupata temporaneamente, e così pure la cima del piccolo Braus che domina il passo omonimo sul fianco destro.

L'11 settembre il 517 reggimento riuscì per la seconda volta a conquistare d'impeto il colle, trovando ancora i tedeschi fortemente trincerati sulle posizioni della Lavina, e nuovamente sul Ventabren ripreso da poco. Gli stessi spezzarono l'attacco americano grazie alla loro artiglieria, per la prima volta in quei giorni riorganizzata in appoggio del settore.

Al fine di mantenere la pressione sugli avversari, i tedeschi ricorsero all'artiglieria autotrasportata, onde disorientare il tiro di controbatteria: posizionata inizialmente nel dintorni del Barbonnet, dopo la caduta del colle, essa venne ritirata presso Sospel e all'Agaisen.

I reparti della 148, tuttavia, nel corso delle giornate dal 10 al 12 settembre non poterono recuperare il terreno perduto a causa della carenza di effettivi: ragione per cui il generale Walter Nagel chiese l'avvicendamento della divisione.

Dall'11 al 14 settembre si assistette, sia di giorno che di notte, ad un duello incessante tra le batterie tedesche e quelle americane, di cui pagarono le spese principalmente l'abitato e il concentrico di Sospel, punto di passaggio obbligato per i rifornimenti destinati agli avamposti tedeschi. Sebbene in difficoltà per quanto riguarda le scorte di munizioni, gli attaccati si avvantaggiarono delle casematte  e delle varie posizioni fortificate appartenute allo SFAM, che non subirono praticamente offesa alcuna nonostante le migliaia di sparati dagli alleati.

Il 14 settembre fu il turno del 107° reggimento della 34 ID di salire in linea a rimpiazzare i soldati della 148a. Lo stesso giorno, gli americani attaccarono nuovamente la cima di Ventabrèn, e nuovamente l'assalto si risolse in un fiasco, respinto dall'artiglieria e dai mortai tedeschi.

Altri assalti furono rinnovati durante tutta la giornata del 15, e tutti furono contenuti e respinti grazie all'appoggio delle retrostanti batterie tedesche.

Seguirono due giorni di calma relativa: il 16 settembre gli americani manovrarono per ottenere migliori posizioni di partenza per un attacco in forze contro la Testa di Lavina, che offriva ragguardevoli osservatori dominanti non solo l'area del Braus, ma tutta la conca di Sospel.

Il mattino del 18, dopo violenta preparazione di fuoco, comprendente bombardamento navale, tiri di fumogeni e di bombe al fosforo, gli americani lanciarono l'assalto contemporaneamente al Ventabren e alla Testa di Lavina, con 4 compagnie del 1 e 2 battaglione del 517 reggimento, equipaggiate di bazooka e di granate al fosforo.

Un'intera compagnia tedesca del 107 reggimento, che difendeva la posizione, fu obbligata ad uscire dai propri ricoveri, bruciata dal fosforo che causò la perdita di circa 40 morti e 61 prigionieri contro soli 4 feriti fra gli assalitori.

I tedeschi della 7a compagnia del 107° reggimento contrattaccarono e ripresero le posizioni durante la notte del 19 settembre, non trovando che 6 cadaveri della compagnia precedentemente incaricata di difendere la linea. Il bilancio dei combattimenti per la conquista della Lavina fu pesante anche per il 517° PIR che contò 21 caduti, 123 feriti e 3 prigionieri in una settimana di confronto pressoché ininterrotto.

Caduta la Lavina, il 517° diede l'affondo al Ventabren, che controllava il fianco sinistro del colle del Braus.

Il 19 settembre, al mattino, la compagnia F lanciò l'assalto alla collina, provocando tre morti ai tedeschi, che inizialmente ripiegarono per poi lanciare un contrattacco partendo dal lato a nord in contropendenza; azione che si risolse in uno scacco a causa del numero insufficiente di uomini a disposizione.

Il giorno stesso gli americani poterono osare sortite di pattuglie nella conca di Sospel, per identificare le posizioni avversarie.

Sul far della sera le posizioni raggiunte dai reparti americani furono sottoposti ad azioni di disturbo da parte tedesca, e gli stessi reparti della 34a il 22 settembre tentarono nuovamente la riconquista del Ventabren, senza riuscirci.

In ragione degli obbiettivi raggiunti, il generale Frederick, dopo due settimane di duri scontri, ordinò alle truppe del 517° di arrestare ogni azione nel settore del Braus, ufficialmente "per mancanza di sostegno aereo e d'artiglieria", e di trincerarsi sulla linea della Lavina e del Ventabren.

I tedeschi, scarsi di effettivi ma in possesso di artiglierie indubbiamente avvantaggiate dalla dislocazione oltreché, sullo scacchiere in questione, dai calibri, condussero da questo momento combattimenti di pattuglie, incaricate  di rilevare le posizioni avverse e di tenerle in costante stato di allarme.

Si ringraziano per le fotografie Bruno, Francesco e Marco

By

Marco G.Staff Sgt.
Per il comitato organizzatore M.V.C.G. Sanremo Gruppo Clemente

normandy2004@normandy.it
www.normandy.it


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