Sud Della Francia

 Mont Meras/Col de Braus

1944

 

04 settembre ore 12:00 al 05 settembre ore 12:00

 

Il 1° Battaglione del Primo Reggimento raggiunse delle nuove posizioni sulla linea d'operazione il 4 settembre alle 18:47, accerchiando l'area il mattino del 5.

 

Alcune pattuglie verso Laghet, St. Martin e Peille rilevarono postazioni del nemico, ma non entrarono in contatto.

 

Il 2° Reggimento pattugliò verso nord e a est delle sue posizioni, incontrando resistenza da parte avversaria in prossimità del punto (728856), dove vennero catturati sei prigionieri.

 

Il 3° Reggimento  assunse nuove posizioni dopo essere stato rilevato dal 517° paracadutisti il 5 settembre alle 1:15, accerchiando l'area il 5 alle 2:30 senza incidenti.

 

Pattuglie furono inviate a Peille, Ongrand (716925), L'Escarene (6739940 e736938).

 

Il 5 settembre alle 8:30 assalto su un blockhaus nemico tenuto da circa 18 tedeschi, sul Mont Meràs (715944), otto avversari uccisi e quindici catturati.

 

Sostegno efficace sulle posizioni nemiche dell'artiglieria e della marina.

 

Posizioni avanzate stabilite a Peille il 4 settembre a 21:20.

 

 

05 settembre ore 12:00 al 06 settembre ore 12:00

 

Il primo Rgt. si spostò a est per occupare alcune nuove posizioni il 5 settembre alle 18:00.

 

Incontrata leggera resistenza.

 

Il 2° Rgt. mantenne le posizioni e pattugliò intensamente l’area assegnata, incontrando unicamente tiri di armi leggere.

 

Il 3° rgt. Si dislocò verso est per occupare una nuova posizione, incontrò una pattuglia nemica di trenta uomini in imboscata in prossimità del punto (730925), uccidendone otto.

 

Il 6 alle 10:30 assalto al Mont Meràs (715943); perdite inflitte al nemico. Perdite leggere da parte nostra.

 

La 887° Cmp del Genio rimosse le mine lungo la strada di Pelle.

 

L’artiglieria continuò i suoi tiri efficaci sui blockhaus e sulle truppe concentrate nel settore.

 

Un totale di trenta prigionieri fu catturato in questo periodo.

 

 

06 settembre ore 12:00 al 07 settembre ore12:00

 

Il secondo battaglione del primo reggimento mosse verso est per occupare St. Agnès (745894).

 

Il 7 settembre alle 09:00 una pattuglia partì verso Castellar, senza rilevare traccia del nemico.

 

Una pattuglia di ricognizione armata, che muoveva sulla stada di Menton, incontrò uno sbarramento stradale in prossimità di (744886) e prese 18 prigionieri.

 

Il 2° Rgt. Si dislocò verso est e a nord per stabilire una linea dal Monte Grosso (728856) sino al mare (punto 761836) senza incontrare resistenza.

 

Pattuglie verso Gorbio, Roquebrune, Cap Martin non rilevarono presenza del nemico.

 

Il Mont Agel fu liberato il 7 settembre alle 6:00 dopo una leggera resistenza; furono presi 8 prigionieri.

 

Le pattuglie in esplorazione su Menton trovarono la città già evacuata.

 

Il 1° battaglione, e il 3° Rgt occuparono nuove posizioni sul Mont Ours (768923). La 1° Compagnia prese il controllo di RJ (728939) dopo uno scambio a fuoco con l’avversario, catturando otto prigionieri e provocandogli cinque morti e un ferito.

 

Stabilito il contatto con il 1° Rgt il 7 settembre alle 3:30. Durante il periodo catturati 48 prigionieri su Mont Ours. L’artiglieria tira sulle posizioni avversarie e sugli obiettivi accessibili.

 

La 887° compagnie del genio riparò la strada di Roquebrune, rimuove le mine e libera la strada in previsione dell’avanzata.

 

 

07 settembre ore 12:00 al 08 settembre ore12:00

 

Mantenute le posizioni.

 

Il 1° Rgt entra in contatto con il 2° Rgt a Castellar (774896) le 7  settembre a 17:00.

 

Il 2° Rgt termina il suo movimento verso nuove posizioni, senza incontrare resistenze.

 

Le pattuglie partirono per ricognizioni oltre la frontiera italiana in prossimità del punto (801872). La pattuglia del 3° Rgt  sul fianco del nemico sulla cresta (737937) si accorge che l’avversario ha ripiegato sulla strada di Sospel e Castillon.

 

Degli sbarramenti stradali furono stabiliti a nord e a est di Castillon.

 

La 887° Cmp. del Genio ripara i crateri della strada e i ponti.

 

Tratto dal diario storico

della First Special Service Force

(F.S.S.F)

 dal 1 al 30 settembre 1944

Traduzione parziale dei rapporti Testi inediti forniti dagli Archivi Nazionali,

National Archives and Records Administration (N.A.R.A) e

dal Dottor Jeffrey J. Clarke,

Storico Capo,

Centro di Storia Militare dell'Esercito degli Stati Uniti - Washington

 

Questi sono i fatti realmente accaduti ed ora ecco cosa abbiamo fatto il fine settimana del 8/9 Marzo nel weekend full 1944


 

Una volta arrivati al Col de Braus incontriamo i nostri amici Francesi e cominciamo a pianificare la giornata che si presenta con nebbia e pioggia e quindi a causa del maltempo si dovranno apportare delle modifiche al programma.

Dal Col de Braus ci trasferiamo per mezzo di strade sterrate nelle vicinanze del Mont Meras dove in una radura cominciamo a preparare il nostro piccolo campo; per prima cosa visto il tempo piovvigginoso creiamo un copertura di fortuna dove poter stare riparati e accendere il fuoco (cosa molto difficile a causa della legna bagnata); nel frattempo gli amici Francesi occupano un vecchio rudere e lo sistemano come loro rifugio. Ci raggiungono due amici Inglesi del First Special Service Force Living History Group UK che si uniscono al gruppo.
Riusciamo a fare in tempo a scaldare sul fuoco le nostre razioni che e' gia ora di partire per la marcia verso il Mont Meras fino alle vecchie postazioni dell'epoca, il nostro gruppetto è così composto ed equipaggiato: Detector (baru) Yukon Packboard, buffetteria e Garand, Claudio Rucksack, buffetteria e Grease Gun M3, Roberto Buffetteria, Mp40 e cassetta munizioni Cal.30 a spalla Jean Pierre Rucksack buffetteria e Garand, Mancio Rucksack, buffetteria e Garand ed infine io Marco con Rucksack, buffetteria e Browning Cal. 30 a spalla. Da notare che tutti gli zaini e packboard erano realmente carichi di razioni o materiale necessario per trascorrere la giornata, non con carta straccia ecc. per farli sembrare pieni! Dopo circa 4 ore raggiungiamo in mezzo ad una fitta nebbia umida (visibilità 50 mt.) le postazioni della F.S.S.F. situate su un lato del Mont Meras; lì effettuiamo una piccola sosta prima di riprendere il viaggio di ritorno in discesa che e' quasi peggio della salita: le suole degli scarponi Americani non si prestano molto alle marce su una pietraia bagnata, le scivolate non si contano.

Per il ritorno a metà strada abbiamo trovato le jeep che caricandoci nel carrello ci danno un passaggio fino al campo base, rientriamo verso le 18.30 e come al mattino la prima cosa da fare e' riaccendere il fuoco che e' l'unica cosa che ci permette di poter asciugare i parka gli zaini e gli scarponi ormai zuppi . L'unico problema e' che la legna essendo umida stenta a bruciare e crea un denso fumo che crea più problemi agli occhi che al naso. Alla fine, fumo a parte ,e' un piacere stare accanto al fuoco a scambiarci opinioni sull'andamento della mattinata appena trascorsa. Per la cena siamo ospiti dei Francesi nel rudere, l'ambientazione interna e' fantastica; le uniche luci sono delle piccole candele negli anfratti delle pareti che creano un'atmosfera veramente particolare. Anche qui a causa del fuoco acceso il fumo la fa da padrone riusciamo a trovarci anche noi un angolo dove poter stare e scaldare le nostre scatolette, mentre cominciano a girare le prime gavette di vino rosso, la serata prosegue con una serie di canzoni in tutte le lingue Francese, Italiano ed Americano cantate alla bell' e meglio. Direi che il vino ha dato una mano a farci parlare tutti la stessa lingua (ricordo Roberto che cercava di spiegare a Paul l'Inglese come si faceva il limoncino...MITICO).

E' arrivato il momento del vino del "dottore" una sorta di vin Brulé con cannella ecc. fatto da uno dei ragazzi Francesi (Daidà) che contribuisce a dare calore e colore alla serata. Verso le 21.30/22.00 ci viene detto che stiamo per partire per una pattuglia notturna sul Col de Braus quindi dobbiamo preparare solo armamento leggero niente torce e silenzio assoluto.

Dopo 15 minuti di cassone della jeep arriviamo in un punto per noi indefinito. A causa della spessa nebbia, ci viene ribadito che dovremo andare in colonna nel buio più totale a contatto dell'uomo che ci sta davanti e in assoluto silenzio "perché ci fanno capire che potrebbe esserci un'imboscata da parte del nemico", viene ancora ribadito che questa uscita in pattuglia e' molto pericolosa a causa del terreno roccioso che presenta in alcuni punti delle scarpate e che non dobbiamo perdere assolutamente di vista l'uomo che ci precede.

Dopo circa un'ora e mezza , arriviamo alla base di una parete rocciosa dove grazie ad una catena (di una vecchia strada ferrata) riusciamo a salire. Arrivati in cima prendiamo posizione nelle postazioni e dopo che tutti sono saliti iniziamo la discesa sull'altro lato, sempre con il rischio di cadute. Dopo circa tre quarti d'ora di discesa ci dividiamo in due squadre con l'obbiettivo di arrivare in un punto illuminato che si vede in lontananza, mantenendo il silenzio decidiamo di deviare per arrivare al nostro obiettivo da un livello inferiore rispetto alle luci. Durante il trasferimento il silenzio e' rotto solo da un urlo e un tonfo (ne sai niente Mancio?) che scatena una silenziosa ilarità.

Raggiunto il nostro obiettivo con le jeep veniamo riportati al campo intorno alle 02.30/03.00 dove finalmente possiamo riposare nelle tende a due posti che avevamo montato prima di partire.

Dopo una notte di freddo, al mattino troviamo già il fuoco acceso da Claudio; consumiamo con calma la colazione insieme a due muli un po' troppo invadenti che pensavano stessimo preparando per loro. Dopo aver fatto un giro nei dintorni, dove Detector attiva le sue facoltà percettive e ritrova nel terreno circostante un pacco batteria, un fumetto Americano e alcuni sigilli per il cartone che conteneva dei bossoli da 75 di ottone, siamo pronti per partecipare ad un picchetto d'onore con un minuto di silenzio per ricordare i caduti. Fatto questo passiamo a fare delle foto di gruppo per ricordare la giornata.

Siamo giunti al momento del viaggio di ritorno e ci accingiamo a salutare tutti gli amici Francesi e Inglesi che ci hanno regalato la possibilità di partecipare con loro a questo splendido evento.

 

Marco G. Staff Sgt.

 

Si ringraziano gli organizzatori del weekend F.S.S.F. Bruno e Nicolas e tutti i ragazzi che hanno partecipato.

Un saluto va anche ai due Inglesi, Paul ed il suo amico, che hanno affrontato un lungo viaggio per trascorrere assieme a tutti noi un eccezionale fine settimana


Arrivo e allestimento campo base
 
Alla conquista del Mont Meras
     
Pattuglia notturna sul Col de Braus
Il giorno seguente
Soggettive del gruppo Italiano (Gruppo Clemente Sanremo)
Soggettive del Gruppo Francese e Inglese.
Varie ed Eventuali!
Au col de Braus comme en août 1944 - nicematin.com

  Il Filmato! 

 

Per le foto Mancio, Detector, Marco. Per il filmato Roberto "Gesticola"


 

1944