L'Escarène

4/5 Settembre 2010

Forty Four Memories - Gruppo Clemente

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Il primo fine settimana di settembre ho avuto l'onore ed il piacere di partecipare con i ragazzi Francesi di Forty Four Memories ad una manifestazione svoltasi a L'Escarène, nell'entroterra di Nizza, atta a commemorare il primo caduto Americano per liberare questo villaggio, il PFC Robert W Brown - A Battery - 460 Parachute Field Artillery Battalion, caduto il 5 settembre 1944 a L'Escarène all'età di 20 anni.



Testo letto  alla cerimonia da Nicolas ARNULF, organizzatore dell'appuntamento. Nicolas è colui che ha svolto l'indagine per trovare la traccia del primo soldato US caduto sul suo Comune .

Nel 2004, cominciai le ricerche secondo i desideri di mio nonno per trovare il nome di un giovane paracadutista americano ucciso da una salva di granata nella zona dei prati superiori del villaggio all'inizio del mese di settembre 1944. Dopo molti anni di indagini riuscii a trovare molti ex combattenti americani che combatterono in questi luoghi ed anche un sergente maggiore il cui cannone si trovava sulle nostre proprietà! Tuttavia non riuscii a trovare la traccia di questo giovane soldato ed ero pronto ad abbandonare le ricerche quando il destino volle che nel 2008, il veterano Ignatius J. Bail accompagnato dalla sua famiglia, mi rese visita, con il desiderio di trovare il luogo dove venne ferito il 5 settembre 1944. Assistito dal sig. Robert Giuge, professore d'inglese in pensione, riuscimmo a trovare il posto esatto situato in prossimità della strada ferrata.
Il Sig. Bail ci disse allora che in occasione dell'esplosione, il suo migliore amico, il soldato Robert Brown aveva perso la vita.

Dopo la verifica sulle relazioni dell'esercito americano io ho scoperto che il 5 settembre 1944,  5 proiettili tedeschi erano stati sparati sui cannoni allineati lungo la strada ferrata. L'azione uccise un uomo e ne  ferì 9.

Avevo realizzato il mio sogno, onorare la memoria del primo soldato americano caduto sul nostro Comune.
Oggi sono diventato amico della famiglia Bail con la quale ho condiviso momenti meravigliosi negli Stati Uniti e sono fiero di leggervi un testo che mi è stato affidato dal veterano artigliere-paracadutista Ignatius Joseph Bail all'attenzione degli "escarénois" e del suo amico Robert Brown.


"Sessantasei anni fa durante le prime ore del 15 agosto 1944, Robert Brown ed io eravamo paracadutati nel sud della Francia con il 517PRCT.

Non sapevamo che meno di un mese più tardi avrebbe perso la vita vicino a questo tunnel, a L’Escarène. Sono stato ferito e sono sopravvissuto contrariamente a Robert Brown, che non ha avuto la possibilità di invecchiare e fondare una famiglia.

Robert, non hai potuto fondare una famiglia ma la città di L’Escarène lo ha adottato oggi.
Vivrai sempre nel cuore dei suoi cittadini che non dimenticheranno mai il tuo sacrificio né quello degli altri soldati americani che caddero per la loro libertà.

Grazie, l’Escarène, per  battezzare questo tunnel col nome del mio amico Robert Brown per onorarne la sua memoria."

Ignatius Joseph Bail


Vorrei finire ringraziando il Signor Sindaco, Dott. Pierre Donadey ed il Comune di L’Escarène per il contribuito dato alla realizzazione di questo progetto, i membri dell'associazione Forty Four Memories e gli altri amici collezionisti venuti con i loro veicoli (faccio l’occhiolino per i Signori Gilles Goberti e Frederique Brega, proprietari di questi splendidi GMC che hanno voluto venire nonostante il consumo eccessivo delle loro macchine!)
Grazie a tutti di essere venuti ad onorare la memoria del soldato Robert W. Brown !

Nicolas Arnulf


Ora la cronaca di quei due giorni:

Sabato 4

A causa di problemi di famiglia per Mancio e alcuni problemi di lavoro per Luigi, mi sono trovato Sabato, ad andare solo io come italiano (raggiunto poi domenica da Baru e Gesticola) all'appuntamento con Barragnas e gli altri amici francesi.

L'appuntamento era in un punto non ben specificato su uno stradone sterrato in cima al Colle del Braus. Grazie ad una cartina datami da Baru ho trovato la posizione del gruppo degli amici francesi e unitomi a loro ci siamo spostati sulle posizioni del 517° dove abbiamo ripulito le postazioni esistenti e le abbiamo riutilizzate per una foto ricostruzione. Per l'ora di pranzo ci siamo spostati in una zona poco distante dove siamo stati raggiunti da un Gmc e due Jeep. Lì abbiamo anche approfittato per ripassare le varie fasi della cerimonia del giorno dopo. Verso le 16.30 siamo partiti in direzione Peira Cava dove in mezzo ai castagni abbiamo ritrovato e rioccupato le Foxhole dell'epoca. Quella che ho occupato io era solo da ripulire dall'erba nata sui lati, mentre il fogliame sul fondo l'ho lasciato come materasso naturale: ho messo solo un poncho come tetto per evitare l'umidità della notte ed un telo tenda per terra per non stare a contatto con ospiti indesiderati. Come spesso accade in queste occasioni il rifornimento alcoolico  non manca mai, questa volta era composto da circa 70" birrette," 10 litri di vino rosé ed un paio di litri di grappa fatta in casa.

In qust'occasione, mio malgrado, ho fatto tesoro di un'usanza che consiste nel prendere un brevetto da paracadutista, metterlo di nascosto nella gavetta del compagno di bevuta alla propria destra. Questo da quel momento è obbligato a bere tutto il contenuto della gavetta per poter mostrare tra i denti il brevetto che ovviamente è affogato nel vino. Intanto altri fanno scommesse su quanti deglutimenti saranno necessari per bere tutto. Posso solo dire che la serata é finita con ognuno di noi che a turno prendeva un po' di grappa e la sputava nel fuoco sviluppando una grande fiammata (tipo mangiafuoco) .

Domenica 5

Dopo la notte di follia il risveglio è un po' faticoso. La sveglia alle 06.30 ci dà il colpo di grazia ma dobbiamo essere a L'Escarène per la cerimonia delle 09.00 e quindi tra il recuperare le facoltà intellettive perse durante la precedente serata e ripulire le foxholes  recuperando il nostro materiale, ci rendiamo conto che non abbiamo poi molto tempo.

Alle 08.00 arriviamo a L'Escarène dove incontro Baru e Gesticola che mi hanno raggiunto per partecipare alla cerimonia. Dopo circa un'oretta si parte a bordo di Jeep e Gmc (ne era arrivato anche uno senza telone) in direzione del tunnel ferroviario ripercorrendo la stessa strada dell'epoca. I mezzi vengono lasciati poco distante e noi, marciando su due colonne, ci avviciniamo al punto dove perse la vita Robert Brown. Viene scoperta la targa ricordo e Nicolas legge il testo affidatogli da Ignatius; poi tocca al Sindaco che nel suo discorso ricorda che l'anno scorso Ignatius  é stato  insignito della cittadinanza onoraria e che ricordare i fatti accaduti è un dovere di tutti noi per non dimenticare chi ha dato la vita per permettere la nostra liberta.

Dopo questa cerimonia ci siamo diretti verso la chiesa del paese dove abbiamo preso posto nelle prime tre file di panche a noi riservate. Assistere ad una messa in lingua francese fa un effetto strano: purtroppo non ho capito tutte le parole del sermone ma mi è stato chiaro quanto tutti condividessimo lo stesso stato d'animo che come per i veri valori, non ha barriere di lingua o colore.

Ringrazio ancora Nicolas per averci dato la possibilità di partecipare a questa commemorazione e gli amici francesi che nonostante avessi problemi di lingua, non mi hanno fatto mancare né il loro calore né la loro amicizia.

Marco G. S.Sgt.

normandy2004@normandy.it

Per le immagini si ringrazia il forum F.F.M. e Marco Sgt. per foto/elaborazione fotografica

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Presse


Commémoration 66éme anniversaire de la libération
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Interview du Docteur Pierre Donadey et de Nicolas Arnulf
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L'intervista a Nicolas Arnulf