First Special Service Force

Mt. Meras 13/14 Marzo 2010

 


English translation Here

R.N. 1314032010

Date March 13-14, 2010

Written by Marco G. Staff Sgt. F.S.S.F.

Team: Marco, Mancio, Luigi ed i ragazzi di Forty Four Memories


Come di consueto ecco il rapporto dettagliato dell'operazione aggregati alla First Special Service Force con gli amici di F.F.M. per onorare con una marcia rievocativa i caduti della F.S.S.F. nella zona del Mt. Meras.

Nota di merito a Luigi e Mancio che anche loro, dopo una settimana lavorativa, si sono incontrati all'aeroporto a Milano venerdì alle ore 20.00 dove Luigi era appena arrivato da un impegno di lavoro all'estero e senza passare da casa partivano subito alla volta di Sanremo raggiunta verso le 23.30 .

March, 13

L'appuntamento e' alla stazione di L'Escarène alle 08.00 dove troviamo gli amici Francesi. Il tempo di ricordare l'ultima bella esperienza nelle Ardenne e si parte subito verso un punto imprecisato sopra il paese, dove l'asfalto ha lasciato il posto ad una strada sterrata. Parcheggiamo le macchine e prepariamo i nostri equipaggiamenti facendo molta attenzione alle cose da portare in quanto, per i prossimi due giorni, non avremo altro a disposizione. La dotazione base per ognuno di noi era: un telo tenda, 5 picchetti e un paletto di sostegno, poncho, sacco a pelo, coperta, cibo e acqua di scorta, cordame vario, giacca 43 o parka di ricambio, zaino, buffetteria e arma personale .

Little B e Nicolas (organizzatori della marcia) ci danno le disposizioni per la giornata ricordandoci che in alcuni punti il percorso e' pericoloso e occorre fare attenzione a dove si mettono i piedi per evitare di scivolare dal costone. Dopo questo breve briefing e' il momento di partire in ordine di marcia distanziati gli uni dagli altri di 5 Mt..

Dopo qualche Km. di strada sterrata ci inoltriamo in un piccolo sentiero che attraversa il lato della montagna e ci porta sulle rive di un  ruscello dove possiamo fare rifornimento d'acqua e riposarci per qualche minuto. Ripartiamo; ora si fa davvero dura, siamo scesi parecchio e ora dobbiamo risalire per ritrovare la strada principale. Ci troviamo in mezzo ad un bosco senza un sentiero da seguire ma solo la direzione presunta di dove si trova la strada. E' davvero faticoso con lo zaino pieno sulla schiena e una mano occupata a tenere l'arma personale che non ne vuole sapere di stare su una spalla: rami che ti sbattono in faccia e  un terreno cedevole che spesso  ti fa scivolare all'indietro. Troviamo un piccolo prato e vista l'ora (le 13.00) decidiamo di fare una pausa per il pranzo. Io ne approfitto anche per cucirmi il sacco mountain che un ramo mi ha strappato e che avevo sistemato alla belle meglio per non perdere altre piume.

Dopo un'ora per consumare le nostre razioni si riparte in salita verso l'introvabile strada; trascorrono altri 40 minuti ed eccola lì bella e pianeggiante: anzi in alcuni tratti anche in discesa! Siamo in ritardo sulla tabella di marcia e dobbiamo arrivare nel punto dove passeremo la notte prima che faccia buio e renda difficoltoso montare le tende. Passando sul fianco in ombra della montagna troviamo a farci compagnia la neve che ci ricorda che la primavera non e' ancora cominciata e che la notte potrà essere gelida.

Arriviamo alla zona stabilita per la notte. Prendiamo possesso di un rudere e del prato di fronte  ad esso, accendiamo il fuoco e prepariamo le tende per la notte. Riesco insieme a Mancio a procurarmi un po' di paglia da mettere come fondo nella tenda, mentre Luigi decide di dormire all'interno del rudere dove nel frattempo era stato acceso anche il fuoco. Intanto, ci raggiungono degli amici Francesi che hanno portato della carne da cuocere sulla brace: meno male; almeno stasera niente razioni in scatola! Ormai e' buio ed il cielo stellato ci riempie gli occhi ma ci fa capire che la notte sarà molto fredda. Non importa: per ora la cosa importante e' riuscire a mettere le mani sulla grappa fatta in casa dal papà di Little B e sul Whisky invecchiato 15 anni di David. Dopo la nostra dose di alcool per scaldarci è ora di andare a dormire. Oggi abbiamo fatto circa 14 Km. e domani  saranno più o meno gli stessi.

March, 14

Ore 07.00 sveglia ........ dopo una notte passata a cercare di non far entrare aria gelata nel sacco a pelo risultata comunque riposante, esco fuori dalla mia tendina ed il paesaggio è tutto brinato: fa un freddo cane, per fortuna qualcuno ha già riacceso il fuoco ed ora ci accingiamo a fare colazione. Sorpresa ! Cerco di prendere un po' d'acqua dalla mia borraccia che tenevo in tenda ma non esce: e' ghiacciata!!

Smontiamo il campo e facciamo un paio di foto con un signore del posto che porta il suo GMC per fotografarlo insieme a noi. Alle ore 09.00 partenza in direzione delle posizioni originali della F.S.S.F attraverso un piccolo sentiero nel sottobosco che ben presto comincia a diventare in salita. La fatica sommata a quella del giorno prima comincia a farsi sentire ma nessuno molla, anzi. Il sentiero in molti punti e' ancora innevato e la neve ci ricorda di quanto le suole degli scarponi americani (Corcoran o Ranger) siano inadeguate ad un simile percorso; in alcuni punti si faceva un metro in avanti e due indietro. Arrivati alla base delle postazioni dell'epoca posiamo gli zaini e mentre una parte del gruppo resta a riposare, Nicolas, io, Mancio  e tre amici francesi decidiamo di arrampicarci in quota per vedere le posizioni. Da lassù il panorama è stupendo. Da un lato si vede Nizza con il suo aeroporto, su un colle lì vicino si vedono le altre postazioni della Special. Solo ora si capisce che posizione strategica doveva essere: da quel punto infatti si dominano le due strade sottostanti e con un paio di Cal. 30 si impedirebbe a qualsiasi automezzo o colonna di passare.

Scendiamo in tutta fretta verso il gruppo rimasto in basso per ripartire subito verso la zona scelta per il pranzo attraverso le strade sterrate che avevamo visto prima dalle posizioni. Dopo circa un'ora di marcia finalmente raggiungiamo la posizione stabilita e ci fermiamo a mangiare qualcosa. Un'ora di pausa e si riparte in direzione L'Escarène attraverso un sentiero in discesa che taglia diagonalmente la montagna; questo ripido sentiero è peggio delle molte salite fatte in questi giorni: una parte e' in pietraia con sassi di piccole dimensioni che rendono notevolmente difficile mantenere un passo sicuro, una parte è formata da dislivelli di qualche metro che con lo zaino sulle spalle mettono a dura prova il nostro equilibrio. Alla fine di questo sentiero ritroviamo la strada sterrata e dopo un'altra ora di marcia raggiungiamo purtroppo il punto dove avevamo parcheggiato le nostre macchine il giorno prima. Purtroppo poiché le macchine sono preludio della fine di questo week - end.

Che dire: e' stata un'altra esperienza fantastica sia dovuta all'amicizia che ci lega sempre di più ai nostri amici francesi sia al fatto di essere riusciti a portare a termine una marcia davvero dura che ha messo alla prova non solo il nostro fisico ma principalmente il nostro carattere impedendoci di mollare nei momenti più faticosi.

Marco G. Staff. Sgt. Gruppo Clemente

normandy2004@normandy.it

Si ringrazia Mancio per foto e  filmati. Per l'elaborazione delle fotografie e dei filmati Marco Sgt.

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Articolo apparso sul giornale francese

 


I Filmati

 

 

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