DRAGOON MARCH
1944 - 2011
La Motte 13-16 Agosto

R. N. 131415162011

Date August 16, 2011

Written by Marco Sgt.

Team:

Marco G. SGT. 517th PRCT (Parachute Regiment Combat Team)

Mancio PFC 517th PRCT

Luigi B. P 517th PRCT


Aug. 12

Come sempre gli amici che partecipano alla marcia arrivano a Sanremo un giorno prima della partenza, così da organizzarci al meglio con  attrezzature, buffetterie, vettovaglie ecc. Purtroppo quest'anno siamo solo in tre: altri hanno deciso di partecipare alle manifestazioni in modo diverso

Aug 13

Arriviamo a La Motte nel primo pomeriggio e incontriamo subito i ragazzi di Forty Four Memories; ci sono anche i nostri amici Inglesi della F.S.S.F.  che abbiamo già incontrato più volte sia qui sia sul Col de Braus. Abbiamo giusto il tempo di montare le nostre tende individuali  prima di essere chiamati al consueto briefing  della marcia . A grandi linee ci viene spiegato il percorso con le raccomandazioni del caso. Quest'anno, come due anni fa, non si rientrerà al campo per la notte ma si dormirà in una pineta a tre quarti del percorso. Approfittiamo del tempo rimasto per preparare il materiale da portare che deve servire per la notte e per cenare. Normalmente ci si porta un poncho, un telo tenda, cibo per  un pasto oltre alla colazione e mooolta acqua: il tutto stipato nella musset. E' giunta la sera e con essa il momento della partenza. Il gruppo di marcia é composto da circa 30 uomini e tre ragazze abbigliate con vestiti d'epoca. Ci dirigiamo subito nei tipici filari di vitigni  che caratterizzano il paesaggio già dal 1940. Il primo ostacolo è un torrente di circa 15 metri che dobbiamo attraversare utilizzando delle corde che ci terranno in equilibrio (si fa per dire) su un tronco caduto. Qui si vedono le prime vittime: non valutando bene la corrente e la profondità del fiume, in alcuni punti molti pensano di attraversare direttamente in acqua e pochi metri dopo si ritrovano a camminare sommersi fin oltre la vita. Subito dopo l'attraversamento ci si trova di fronte una parete di 10 metri con una corda guida che permette di arrampicarsi fino alla cima. Una volta raggruppati si riparte, sempre dentro il labirinto di filari. Ormai la notte la fa da padrona ed è difficile vedere l'uomo davanti a noi. Lasciamo i campi e proseguiamo su una strada sterrata che a volte abbandoniamo per lunghi tragitti percorrendo zone all'interno del bosco. Durante uno di questi tragitti perdiamo l'orientamento e ci ritroviamo nel mezzo di un torrente con sassi scivolosi che rendono molto difficile camminare nel buio. Per fortuna non dura molto e in poco tempo raggiungiamo il punto stabilito per la notte. Sono le 02.30: si mangia qualcosa e ci si prepara per la notte avvolgendoci prima nel telo tenda e poi nel poncho.

Aug. 14

 La notte nonostante sia Agosto  è stata fredda e molto umida, non vediamo l'ora che il sole scaldi la mattina. Con nostra sorpresa una jeep ci porta un fornello da campo con cui possiamo scaldare l'acqua per la colazione a base di caffè liofilizzato. Alle 09.00 si riparte in direzione della Stele di Mitan e il sole tanto richiesto all'inizio della giornata ora viene maledetto per fortuna le riserve d'acqua che ci siamo portati ci permettono di bere ma a breve finira' speriamo di arrivare presto. Intorno alle 11.30 arriviamo a Mitan dove un gruppo di reduci ci accoglie calorosamente. Veniamo raggruppati e disposti per la cerimonia ufficiale con la partecipazione di tutte le autorità. Queste cerimonie sono molto toccanti sia per la presenza dei reduci sia per le storie che loro si prestano a raccontarci. Dopo la cerimonia veniamo accompagnati in un piazzale vicino, dove, alla presenza solo dei reduci e degli amici più intimi viene posta una targa  ricordo nel punto dove furono lanciati gli alianti e venne creato un ospedale da campo per curare 539 soldati feriti durante gli atterraggi. Si è fatto pomeriggio e ci dirigiamo verso La Motte; punto di arrivo della Dragoon March. Qui ritroviamo anche gli amici italiani che sono venuti in Provenza. Graditissimo il buffet offerto dal comune a base di vino rosé (caratteristico della zona) focacce tartine ecc.. Rientriamo al campo per darci una lavata e ritorniamo  al paese per la festa da ballo organizzata nella piazza del Comune.

Aug. 15

Oggi la giornata è piuttosto piena di appuntamenti. Parteciperemo a diverse cerimonie nei paesi di: Lorgues, Le Toronet, Les Arcs,. Qui vengono ricordati  i caduti Francesi che hanno dato la loro vita per la Libertà. E' impressionante vedere che, a differenza dell'Italia, per queste cerimonie si ferma tutto il traffico circostante e la gente che passa per caso si ferma e ascolta con doveroso rispetto. Nel pomeriggio partecipiamo alla cerimonia a Les Arcs e dopo ci fermiamo in paese per il ballo. Riusciamo a prendere posto e alla fine seduti al nostro tavolo ci sono inglesi, francesi e un giapponese: immaginate i discorsi in tutte le lingue! La parola più nominata, nelle varie lingue, se non ricordo male è stata " BIRRA!!!"

Aug. 16

Oggi ci sarà la cerimonia ufficiale al Cimitero di Draguignan e come sempre partecipiamo con un numeroso plotone ben inquadrato. Finita la struggente cerimonia si parte con i reduci ed i loro parenti attraverso un percorso storico che toccherà i paesi di Les Arcs, la tenuta di Sainte Roselie, Mitan e La Motte. Prima della partenza ci viene distribuito un piccolo stampato con foto d'epoca; quindi ad ogni fermata nelle "drop zone" abbiamo  la possibilità di vedere come si presentava la zona nel 44. Addirittura all'interno della tenuta di S.te Roselie ci viene data la possibilità di vedere dove era stato messo all'interno del chiostro il quartier generale del comandante del 517th e un posto di soccorso organizzato dal chirurgo del reggimento Paul Vella. Vi e' anche una  targa ricordo per il lancio dei paracadutisti nella regione

Alle 12.30 arriviamo al Chateau de Valbourges dove ci fermiamo a pranzare con i reduci e mentre Barragnas, Daida e Little B. ci allietano improvvisando con tromba e sax canzoni d'epoca. Nel pomeriggio ripartiamo alla volta di Trans en Provence per  presenziare alle cerimonie in paese e al successivo rinfresco offerto, intorno alle 19.00 arriva il momento (almeno per noi) di rientrare al campo a La Motte per smontare le tende e dirigersi verso l'Italia per rientrare a casa.

Giunto a casa mi rendo conto che la vera rievocazione è vivere, per quanto possibile, in modo reale i luoghi dove si svolsero i fatti, incontrare i reduci e dir loro che quello che hanno fatto per noi non sarà mai dimenticato. Fare la sfilata, si ci sta anche questo però non ti può far capire la fatica e il sudore  e la paura che loro hanno provato (anche se noi fortunatamente non abbiamo chi ci spara contro)

Marco G. Sgt.

Per le foto si ringrazia il forum di F.F.M., Mancio e Marco Sgt. Per il video Mancio per il girato e Marco Sgt. per il montaggio e l'elaborazione video