DRAGOON MARCH

 La Motte 13/16 Agosto 2010

F.F.M.


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R. N° 13142010

Date August 16, 2010

Written by Marco Staff Sgt.

Team:

Marco G. 517° PRCT (Parachute Regiment Combat Team)

Luigi B.   517° PRCT (Parachute Regiment Combat Team)

Corso B. 517° PRCT (Parachute Regiment Combat Team) Infermiere

Luca B.       9° Troop Carrier Command - Pilota di Aliante


Ecco il resoconto di questi  giorni trascorsi in compagnia degli amici Francesi di Forty Four Memories:

Aug 12

Luigi,Corso e Luca arrivano a Sanremo dove si fermeranno per la notte, cominciano a preparare le buffetterie e si stabilisce l'orario di partenza per il giorno dopo.

Aug 13

Partiamo per le 11.00 con destinazione La Motte (il campo da calcio e' disponibile a partire dalle 12.00 quindi non c'e' fretta). Arriviamo al campo per le 13.30 e cominciamo a posizionare le tende. Luigi ed io abbiamo una tendina personale a testa, mentre Corso e Luca ne condividono due giunte assieme. Piantare i picchetti e' stata una fatica: il campo da calcio in terra battuta impediva al metallo dei picchetti di farsi strada e solo con dei picchetti del diametro di un centimetro si e' ruisciti a fissare il tutto.

Alle ore 18.00 si e' svolto il briefing dove l'organizzatore (David) ci ha spiegato che la marcia si svolgerà in notturna con alcuni passaggi tecnici e una simulazione a meta' percorso. Sono state anche dettate le regole del campo e in caso di comportamento inadeguato al secondo avvertimento si era fuori (si facesse anche in Italia!). Quindi riepilogando: partenza a piedi dal campo alle 20.00 direzione Les Arcs sosta e rientro previsto per le 00.00.

Ore 19.30 pronti con divise buffetterie e almeno due litri di acqua a testa, anche se siamo verso la serata fa ancora caldo. Alle 20.00 circa si parte formando due gruppi da circa 18 uomini divisi ancora in due squadre da 9. Noi siamo con il Capt. Bruno' e il Sgt. Bull. Appena lasciato il campo ci ritroviamo a camminare in mezzo a vigneti divisi da piccoli canali di irrigazione. Dopo circa 30 minuti di marcia cominciamo a capire cosa si intendeva con l'espressione "passaggi tecnici"; ci viene  detto di mettere gli oggetti importanti nelle tasche alte della divisa e davanti a me comincio a vedere gli uomini che a turno, in ordine di marcia, prendendo una piccola rincorsa saltano un fosso di circa due metri di larghezza pieno d'acqua che scorre con una certa velocità. Ora tocca a Luigi poi a me e a seguire Corso e Luca; devo dire che il salto con tutto il peso di buffetteria, musette e quant'altro necessario per trascorrere un'eventuale notte senza rientrare al campo era proprio calcolato al centimetro: fosse stato più lungo anche solo di mezzo metro  avremmo visto sicuramente qualche bagno. Appena passato questo passaggio ci ritroviamo a fare un attraversamento su due tronchi: su quello basso si poggiavano i piedi mentre quello appena più alto serviva per tenere l'equilibrio con le mani (tipo ponte tibetano ma con solo due corde). Ora ci ritroviamo in una boscaglia e ci spostiamo con un movimento tattico che consiste nel dare e riceve copertura negli attraversamenti scoperti di boscaglia e di strade con l'ausilio dell'altra squadra  (per spiegare semplicemente ci si posizionava tutti prima dell'attraversamento, una squadra attraversava e l'altra copriva: una volta attraversato noi coprivamo loro). Ad un certo punto viene dato l'ordine di muoversi nel massimo silenzio a causa di possibili agguati. Raggiungiamo una radura al limite dei filari di vite; alcuni del gruppo posata la buffetteria hanno l'incarico di sorprendere delle sentinelle tedesche che proteggono un tratto della ferrovia; successivamente dobbiamo aiutare un uomo della resistenza a piazzare delle cariche. Finita la missione (che poi era la simulazione annunciata da David) ci accorgiamo che nel frattempo l'orologio ha continuato a girare e abbiamo perso moltissimo tempo, quindi ora la marcia diventa serrata per arrivate a Les Arcs dove ci aspetta un piccolo rinfresco offerto dal comune.

Arrivati a Les Arcs verso le 00.00 approfittiamo del rinfresco per mangiare e bere qualcosa in compagnia. Ci viene chiesto, vista l'ora, se vogliamo tornare al campo in Dodge cassonato  o continuare per la marcia di ritorno. Siamo qui per la marcia commemorativa, quindi senza indugio si decide di continuare in direzione del campo a La Motte che secondo i calcoli dovremmo raggiungere  al massimo in due ore. Dopo circa 45 minuti di pausa si riparte in direzione del campo sempre attraverso i vigneti che sembrano tutti uguali specialmente al buio e questo ha sicuramente portato un po' di problemi alla guida del gruppo che passate un paio d'ore cominciava a preoccuparsi di come mai non avevamo ancora raggiunto la nostra destinazione. Come capitava anche all'epoca ci eravamo persi in mezzo a tutti quei filari di vigna. Questo contrattempo ci costa un'ora in più. Arriviamo a La Motte alle 04.00, si ha solo la forza di mettersi nel sacco a pelo per un veloce riposo (domattina si ricomincia con la seconda parte della marcia). In pratica abbiamo camminato a passo sostenuto per sette ore e mezza percorrendo circa 25 Km.

Aug. 14

Dopo aver dormito circa 4 ore, alle 08.00 cade qualche goccia di pioggia che ci dà la sveglia picchiettando sui teli della tenda. Per fortuna dura poco ed il sole torna a farsi vedere. Poco più tardi arriva David per invitarci al briefing prima della partenza per la marcia nel settore 2 Callas/Mitan. Oggi ci viene spiegato che dovremo attraversare un torrente con un passaggio di tipo tecnico e che il sindaco del paese vuole che firmiamo una manleva a causa dell'acqua che potrebbe riservare delle sgradite sorprese. Forse qualcuno di voi ricorderà che qualche mese fa la Provenza e' stata colpita da una grave alluvione e non sono stati ancora ritrovati alcuni corpi di persone e parecchi animali quali cavalli e bestiame. 

Dopo questo briefing un po' preoccupante si parte costeggiando un torrente di medie dimensioni, qualche Km. verso valle e raggiungiamo un punto dove un albero trasportato dall'alluvione permette l'attraversamento. Con alcune corde e' stato creato un passaggio che ci permette di camminare sul tronco scivoloso e poi di arrampicarci sulla parete: faticoso ma non impossibile. Ci raggruppiamo e ripartiamo in direzione del centro di La Motte; poco prima di entrare nel paese ci disponiamo sui due lati della strada. In centro paese ne approfittiamo per bere qualche birra e parlare della nostra esperienza fino a questo momento. Comincia a piovigginare e con i mezzi a disposizioni raggiungiamo la pineta a Mittan. La pioggia comincia ad intensificarsi e ci creiamo un riparo con i poncho legati tra loro. La pioggia aumenta d'intensità tanto da non permettere  a tutto il gruppo di rimanere al coperto nella pineta; veniamo caricati sui mezzi  mentre la pioggia si trasforma in un acquazzone che di solito in estate ha poca durata (non questo). Ci portano al campo perché sembra ci siano problemi alle tende. Arrivati al campo... UN DISASTRO!! il punto dove avevamo montato le tende è sommerso da circa 20 cm. d'acqua come tutto quello che avevamo all'interno. Sacco a pelo, coperta, cibo, intimo di ricambio vestiti civili, praticamente tutto quello che avevamo portato era immerso nell'acqua; la sola roba asciutta era quella che avevamo addosso anche se cominciava ad essere bagnata anche quella. David ci dice che il comune ora metteva a disposizione una palestra per poter dormire. Cerchiamo di salvare il possibile dall'acqua per poterci trasferire con loro ma presto ci rendiamo conto che non c'e' più nulla da salvare. Anche se ci era stata offerta ospitalità dagli amici francesi siamo costretti, nostro malgrado e sotto una pioggia pressante, a ricaricare tutto il materiale fradicio e fare rotta verso casa. Il rientro è stato molto doloroso: l'unica consolazione è che almeno abbiamo potuto rivivere l'esperienza della marcia .

Ecco alcune considerazioni di coloro che per la prima volta anno partecipato alla Dragoon March:

Corso B.

Apprezzando le iniziative dell’associazione francese FFM attraverso le notizie in rete ed i racconti di chi vi ha già preso parte, quest’anno ho colto l’occasione per andare alla “Dragoon March” ed alle celebrazioni in ricordo dello sbarco alleato in Provenza il 15 agosto 1944, sfruttando anche la generosità dell’amico Mancio che mi ha prestato l’uniforme e l’equipaggiamento necessario ad impersonare un paracadutista del 517° reggimento USA.
Causa maltempo, ho potuto portare a termine solo la marcia notturna del 13 agosto da La Motte a Les Arcs e la più breve tappa dal campo base a La Motte la mattina del 14 agosto.
Si tratta di attività difficili da realizzare in Italia, perché presuppongono una diffusa consapevolezza, e se non anche una vicinanza spirituale quantomeno una non ostilità, verso le ragioni per le quali si conducono iniziative come questa, in connessione agli eventi storici che si vogliono ricordare. Ciò che da noi non è. Solo in tale contesto, infatti, risulta possibile muovere un “reparto militare” attraverso numerose proprietà private, terreni coltivati, etc. (certo con la massima attenzione ad evitare danneggiamenti), per chilometri di marcia tra una località e l’altra, e per di più di notte. Sono anche attività che richiedono molta preparazione organizzativa, e l’impegno dei ragazzi di FFM nel cercare di creare situazioni interessanti e mantenere viva l’attenzione durante la marcia era evidente, nonostante qualche intoppo organizzativo e qualche spunto senz’altro passibile di miglioramento. Nel complesso un’esperienza positiva, dunque, con la raccomandazione, per chi volesse parteciparvi in futuro, di arrivare all’evento ben allenati e con il necessario spirito di rustico adattamento.

Luca B.

E’ stata senz’altro una bella avventura (finché è durata!) che ha messo a dura prova sia il corpo, per le lunghe marce (ben equipaggiati), che lo spirito, tornare al campo e trovare tutto ciò che si è lasciato in tenda galleggiare allegramente in un campo allagato d’acqua color calcina non è il massimo!!! Figuriamoci poi dover smontare tutto sotto una pioggia incessante dopo aver preso l’amara decisione di rientrare… Efficiente senz’altro l’organizzazione che, nel momento del bisogno, è comunque riuscita a trovare una soluzione alternativa al coperto per tutti. Peccato non aver preso parte alle celebrazioni vere e proprie che avrebbero senz’altro fatto sentire quel calore delle popolazioni locali che è un po’ mancato nei giorni dedicati alle marce, complice l’orario d’ingresso nei paesi (mezzanotte abbondante nel caso di Les Arcs ) e il tempo inclemente nel caso di La Motte. Che dire poi dei compagni di viaggio! Un grazie di cuore all’amico Marco per l’accoglienza e la disponibilità oltre che per la compagnia che insieme a quella di Luigi e di Corso hanno reso ogni momento della gita unico. Sfortuna meteorologica a parte una bella esperienza, forse tra le poche del genere: consigliata!!!

Devo ringraziare David e  Forty Four Memories per averci dato ancora una volta la possibilità di partecipare con loro a questa manifestazione. Ringrazio anche Corso e Luca, due amici dalla Gotica Toscana, che hanno voluto condividere con noi questa esperienza.

Marco G. Staff Sgt.

 

Normandy2004@normandy.it

 

Gruppo Clemente

 

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Si ringrazia per le foto  Luca, Marco e il forum F.F.M. purtroppo la mancanza di Mancio ha ridotto notevolmente il materiale fotografico (ci sei mancato anche per il resto non solo per le foto)