
Poco dopo le 13:30, sopraggiunsero altri tre autocarri della Company B dell'86th Engineer Battalion e anch'essi finirono sotto il fuoco dei carri tedeschi; da questi autocarri scesero sei soldati dei quali uno fu ferito, un altro catturato e gli altri riuscirono a fuggire. Alle 14:00, nel campo sul quale sorgeva il Café Bodarwé, furono riuniti 113 prigionieri americani, dei quali 87 membri della Battery B e tre di altre unità dello stesso 285th Battalion, 10 autisti di cinque ambulanze che percorrevano le strade della zona, una guardia della Military Police e alcuni altri soldati catturati dal KGr Peiper poco prima di raggiungere Baugnez. Attorno alle 14:15 si sentirono due colpi di pistola, probabilmente sparati da un ufficiale o un sottufficiale tedesco all'indirizzo di un gruppetto di quattro soldati americani che tentavano la fuga.
Fu come un segnale: gli uomini di Peiper iniziarono a sparare con i fucili e le pistole mitragliatrici su tutti i prigionieri disarmati. Il massacro durò circa un quarto d'ora e 52 americani furono uccisi; 61, feriti o miracolosamente illesi, tra le 15:00 e le 16:00 tentarono la fuga, ma in zona vi erano rimasti ancora alcuni soldati tedeschi e altri 15 prigionieri furono uccisi, tre morirono in seguito per le ferite riportate e uno non fu mai più ritrovato. Alla fine la strage di Malmédy costò la vita a 71 militari americani. Il primo ad arrivare sul posto, pochi giorni dopo, fu Hal Boyle, inviato dell'Associated Press che scriveva su Stars and Stripes, il giornale delle truppe USA.
Subito cominciò a raccogliere testimonianze e cercare soccorso per i feriti. Per questo massacro nel Processo di Dachau del 1946 saranno processati come criminali di guerra 73 soldati tedeschi, e tra questi 43 saranno condannati a morte (comunque, nessuna delle condanne a morte verrà eseguita). "Sepp" Dietrich fu uno tra i processati, ma non venne condannato a morte.(da Wikipedia)
Finita la toccante cerimonia ci dirigiamo in un locale dove l'amministrazione offre vino caldo, birra e hot dog. Approfittiamo anche del negozio "Paratrooper" che pare aver aperto uno stand solo per farci spendere gli ultimi soldi rimasti. Fatta sera si va a cena nel villaggio di Malmédy dove comincia a farsi sentire lo spirito natalizio con tutti gli addobbi e la pista per pattinare sul ghiaccio. Ultimo viaggio verso il villaggio di Malémpré per praparare i bagagli: domani di buon'ora si parte.
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Vorrei chiudere questo articolo con questa frase che mi ha riferito Mancio: "Ad un anziano del luogo che all'epoca aveva 10 anni e raccontava quello che vide ho domandato: N’avez vous pas oublié ? ( non avete dimenticato ? ) lui ha risposto: C’est impossible ( è impossibile )" Monsieur Montfor |
Di questa esperienza vorrei sottolineare la disponibilità delle varie amministrazioni comunali (Mrs. Daulne e Mrs. Monfor), la grande amicizia che ci lega sempre di più ad ogni manifestazione con i ragazzi di Forty Four Memories e l'aver visitato posti e musei che nel 2004 non era stato possibile vedere.
Marco G. Staff Sgt. normandy2004@normandy.it
Si ringrazia per le fotografie e per i filmati
Mancio, Marco, i ragazzi di F.F.M., Mrs. Monfort e Corso per la traduzione in
lingua Inglese.
English Tranlation Here
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I Filmati
alla loro ricerca in direzione
di Bastogne e dopo qualche chilometro vedo spuntare dalla boscaglia il camion. Sono proprio nei guai
perché l'asse anteriore è sprofondato nel fango fino a metà delle
ruote e le gemellate posteriori non sono messe meglio. Ci si rende subito conto
che con una semplice jeep non si concluderà nulla. Per fortuna durante il
tragitto avevamo notato un grosso trattore intento a spostare alberi. Chiediamo
aiuto al fattore che accetta volentieri di darci una mano ed in men che non
si dica il GMC è di nuovo in strada in direzione di Malémpré. Montate le brande
anche i nuovi arrivati si cambiano e insieme partiamo in direzione di














































































