BATTAGLIA DELLE  ARDENNE

65° Anniversario

                                         

Battle of the Bulge


R.N. 1011121309

Date December 15, 2009

Written By Marco G. Staff Sgt. 517° PRCT

Team: Marco, Mancio, Alain, Nicolas, David, Correntin (Vomito), Fabien, Nicodouille, Glider, Regis, Remi, Hermann


Ecco il rapporto della nostra avventura nelle Ardenne aggregati al 517° PRCT con gli amici francesi di Forty Four Memories. English Tranlation Here

Dec, 10

Dopo circa dieci ore di viaggio arriviamo al paese di Manhay che si trova a nord di Bastogne (nella zona della Battle of the Bulge). Dobbiamo arrivare in Comune per procurarci le chiavi di una struttura che ci ospiterà gratuitamente nei giorni della nostra permanenza. Purtroppo siamo in ritardo e il comune di Manhay e già chiuso. Attraverso i vetri delle finestre vediamo le impiegate che stanno ancora lavorando; bussiamo al vetro con la certezza quasi assoluta che non ci avrebbero dato retta: invece riscontriamo una grandissima disponibilità da parte loro (dubito fortemente che in Italia sarebbe andata allo stesso modo) e oltre ad aver chiamato il responsabile del locale, ci accompagnano nel paese vicino dove si trova questa struttura.

A 4 Km. nel paese di Malémpré ci mettono a disposizione quello che viene chiamato "il salone delle feste ". Una struttura con servizi e cucina che viene utilizzata durante le manifestazioni cittadine. Mancio ed io siamo arrivati per primi, quindi ne approfittiamo per una doccia e per cercare un posto dove mangiare. Mentre raggiungevamo Malémpré ho notato una cosa : in qualsiasi paese anche piccolo non ci sono meno di 4 birrerie!

Dec, 11

Intorno alle 07.00 cominciano ad arrivare gli  amici dalla Francia, Nicolas e David con al traino la Wyllis di David sono i primi del gruppo:  il tempo di cambiare gli abiti civile con il vestiario d'epoca e si apre la porta per far entrare tutti gli altri (in totale saremo in 12).

Riceviamo una telefonata dai due ragazzi che stanno portando su strada da Aix en Provence il GMC che ci trasporterà nei giorni a venire. Nella notte hanno sbagliato strada e sono rimasti bloccati nel fango. Si parte con la jeep alla loro ricerca in direzione di Bastogne e dopo qualche chilometro vedo spuntare dalla boscaglia il camion. Sono proprio nei guai perché l'asse anteriore è sprofondato nel fango fino a metà delle ruote e le gemellate posteriori non sono messe meglio. Ci si rende subito conto che con una semplice jeep non si concluderà nulla. Per fortuna durante il tragitto avevamo notato un grosso trattore intento a spostare alberi. Chiediamo aiuto al fattore che accetta volentieri di darci una mano ed in men che non si dica il GMC è di nuovo in strada in direzione di Malémpré. Montate le brande anche i nuovi arrivati si cambiano e insieme partiamo in direzione di La Gleize per visitare il museo. Particolarmente belli i diorami interni ed  il carro Tigre Royal da 69 t. che imponente fa da guardiano all'esterno del museo. Ora via per un altro museo: quello di Baugnez 44 Historical Center. Si tratta di un museo ancora più grande del precedente, sviluppato su due grandi piani. Nelle numerosissime vetrine si può vedere di tutto, sia materiale Americano che Tedesco: dalla lametta da barba al bazooka: fantastico! Ormai si è fatta sera e ci fermiamo a bere qualche birra all'interno del museo dove un fornitissimo bar ne permette una vasta scelta. Correntin fa il test di tutte le birre possibili e immaginabili: (diciamo che comincia ad essere ubriaco perso) ma ne parleremo più tardi. Il gestore del museo ci informa che a lato della sala, in una tenso struttura, si terrà un ballo con numerosi veterani e ci invita a partecipare. La decisione è unanime ed  immediata. Una volta entrati nella sala da ballo ed occupato un tavolo, fanno la loro entrata i reduci con le loro famiglie al seguito. Su una parete vengono trasmessi filmati che trattano dei combattimenti nella zona ed un'orchestra suona musiche d'epoca. Ad un certo punto Nicolas decide che l'orchestra non è proprio al massimo: si avvicina al trombettista e poco dopo lo vediamo prendere in mano la tromba e stupire tutti con un assolo (chiaramente nessuno sapeva che suona in un gruppo folcloristico). Si e' fatto tardi ed è ora di ritornare alla nostra "casetta" nelle Ardenne. Saliamo sul cassone del GMC dove la pioggerellina del pomeriggio ora e' completamente gelata (siamo qualche grado sotto lo zero). E' giunto il momento di riparlare di Correntin. Durante il viaggio di ritorno lo tenevamo tutti sotto controllo a causa della troppa birra ingurgitata. E voilà: dopo pochi minuti eccolo che si sposta velocemente verso il fondo del camion e inizia a rigettare. Nello stesso momento parte una grandissima risata e Correntin non sa se ridere o vomitare:  mentre Nicolas non perde l'occasione per fotografare l'accaduto! Tutte queste risate fanno sì che l'impatto col freddo sia meno pungente.  Da quella sera, il mezzo su cui verremo trasportati sarà chiamato "VOMITO EXPRESS".

Dec, 12

Oggi la sveglia è alle 09.00 in quanto la sera prima siamo rientrati verso le 01.30. Il primo che apre le finestre trova una bella sorpresa: sta nevicando. Oggi si farà tappa nella pineta dove la 101° ha resistito per giorni nella famosa Sacca di Bastogne  ed in seguito ci dirigeremo nella città omonima. Arriviamo alla pineta mentre sta ancora nevicando.  Si notano subito i resti delle Fox Hole ed il freddo pungente ci fa capire quanto abbiano sofferto i ragazzi bloccati lì per giorni. Intorno c'é anche un campo d'epoca con tende   e mezzi ma purtroppo non abbiamo tempo di visitarlo. Ora ci dirigiamo a Bastogne verso il campo creato per la manifestazione dove alloggiano molti reenactors e all'esterno ci sono una gran varietà di mezzi che poco dopo partirà per fare tappa nel centro della città. Anche noi ci muoviamo e per strada, ne approfittiamo per bere qualcosa al bar del campo; poi ci dirigiamo in centro paese con i nostri due mezzi e con un po' di faccia tosta entriamo anche noi nella zona adibita all'esposizione dei mezzi. Ora in giro per  Bastogne, come sempre fa un freddo cane con un'arietta che taglia le orecchie ci si rende veramente conto quanto scaldano poco i Moutard e la 43. La qualità dei reenactors varia da quelli che sembrano usciti dalla boscaglia e che incuranti del freddo danno vita a numerosi diorami rievocativi che sembrano far tornare indietro nel tempo la città, a quelli con jeans e ghette o  bambini in perfetta tenuta da parà che rendono  il tutto un po' carnevalesco. Unica cosa positiva, è che assistiamo allo spostamento dei carri dalla piazza : i potenti motori fanno tremare la strada e lo stomaco. Veramente spettacolare. Arriva ora di cena e ci infiliamo nel solito ristorante dove tutto è affogato nelle patatine fritte e nella birra.

Il rientro verso Malémpré dura quasi un'ora e il freddo si fa veramente intenso:  rientriamo in casa alle 00.30.

Dec, 13

Oggi è la giornata delle manifestazioni a Manhay. Oggi alle 10.00 verrà depositata una corona dedicata al 517th PRCT (unità che rappresentavamo) nei pressi della vecchia stazione e alle10.30 l'inaugurazione di un nuovo monumento dedicato al caporale R.WIEGAND (G.I. della 75° Divisione di fanteria) che il 25/12/44 nel bosco a Sud Ovest della città di Grandmenil-Manhay  fermò con un colpo di bazooka, colpendo il primo carro, la colonna dei Panther che avanzavano verso la città. (Maggiori informazioni clikkando sul link). Dopo la cerimonia veniamo invitati alla visione in anteprima di una serie di fotografie d'epoca scattate intorno al paese.

Nel pomeriggio direzione Malmédy per la commemorazione ufficiale della Strage di 71 militari Americani.


Ecco la storia:

Durante la mattinata del 17 dicembre, la Battery B del 285th Field Artillery Observation Battalion era in trasferimento, con 30 tra Jeep e camionette e due autocarri, quando finì sotto il fuoco di due PzKpfw IV del Kampfgruppe Peiper della 6.SS-Panzer-Armee, ai quali si aggiunsero un PzKpfw V Panther e due semicingolati della 11.SS-Panzergrenadiere Kompanie, alle 13:30. La colonna americana fu fermata, con gran parte dei mezzi distrutti, e i soldati furono fatti prigionieri.

Poco dopo le 13:30, sopraggiunsero altri tre autocarri della Company B dell'86th Engineer Battalion e anch'essi finirono sotto il fuoco dei carri tedeschi; da questi autocarri scesero sei soldati dei quali uno fu ferito, un altro catturato e gli altri riuscirono a fuggire. Alle 14:00, nel campo sul quale sorgeva il Café Bodarwé, furono riuniti 113 prigionieri americani, dei quali 87 membri della Battery B e tre di altre unità dello stesso 285th Battalion, 10 autisti di cinque ambulanze che percorrevano le strade della zona, una guardia della Military Police e alcuni altri soldati catturati dal KGr Peiper poco prima di raggiungere Baugnez. Attorno alle 14:15 si sentirono due colpi di pistola, probabilmente sparati da un ufficiale o un sottufficiale tedesco all'indirizzo di un gruppetto di quattro soldati americani che tentavano la fuga.

Fu come un segnale: gli uomini di Peiper iniziarono a sparare con i fucili e le pistole mitragliatrici su tutti i prigionieri disarmati. Il massacro durò circa un quarto d'ora e 52 americani furono uccisi; 61, feriti o miracolosamente illesi, tra le 15:00 e le 16:00 tentarono la fuga, ma in zona vi erano rimasti ancora alcuni soldati tedeschi e altri 15 prigionieri furono uccisi, tre morirono in seguito per le ferite riportate e uno non fu mai più ritrovato. Alla fine la strage di Malmédy costò la vita a 71 militari americani. Il primo ad arrivare sul posto, pochi giorni dopo, fu Hal Boyle, inviato dell'Associated Press che scriveva su Stars and Stripes, il giornale delle truppe USA.

Subito cominciò a raccogliere testimonianze e cercare soccorso per i feriti. Per questo massacro nel Processo di Dachau del 1946 saranno processati come criminali di guerra 73 soldati tedeschi, e tra questi 43 saranno condannati a morte (comunque, nessuna delle condanne a morte verrà eseguita). "Sepp" Dietrich fu uno tra i processati, ma non venne condannato a morte.(da Wikipedia)


Finita la toccante cerimonia ci dirigiamo in un locale dove l'amministrazione offre vino caldo, birra e hot dog. Approfittiamo anche del negozio "Paratrooper" che pare aver aperto uno stand solo per farci spendere gli ultimi soldi rimasti. Fatta sera si va a cena nel villaggio di Malmédy dove comincia a farsi sentire lo spirito natalizio con tutti gli addobbi e la pista per pattinare sul ghiaccio. Ultimo viaggio verso il villaggio di Malémpré per praparare i bagagli: domani di buon'ora si parte.

Vorrei chiudere questo articolo con questa frase che mi ha riferito Mancio:

"Ad un anziano del luogo che all'epoca aveva 10 anni e raccontava quello che vide ho domandato: N’avez vous pas oublié ? ( non avete dimenticato ? )

lui ha risposto: C’est impossible ( è impossibile )"  Monsieur Montfor

Di questa esperienza vorrei sottolineare la disponibilità delle varie amministrazioni comunali (Mrs. Daulne e Mrs. Monfor), la grande amicizia che ci lega sempre di più ad ogni manifestazione con i ragazzi di Forty Four Memories e l'aver visitato posti e musei che nel 2004 non era stato possibile vedere.

Marco G. Staff Sgt.  normandy2004@normandy.it

Si ringrazia per le fotografie e per i filmati Mancio, Marco, i ragazzi di F.F.M., Mrs. Monfort e Corso per la traduzione in lingua Inglese. English Tranlation Here


 


 

 


I Filmati

 

Cerimonia ufficiale della strage di Malmedy